Itinerario n.10 – I Cinque Colli (antiorario)
Stesso mito, senso opposto: più selettivo, più duro, più Berici
La versione antioraria dei Cinque Colli non è una semplice variante: è un’interpretazione più cattiva e tecnica dello stesso tema. Cambiare il senso di marcia significa affrontare alcune salite iconiche dal loro versante più impegnativo e incastonarle in una sequenza che, dal punto di vista fisico e mentale, risulta ancora più selettiva.
Il colpo d’occhio del profilo altimetrico è eloquente: salite ben distribuite, con un finale di percorso dominato da un lungo blocco montuoso che accumula dislivello senza concedere tregua. Un itinerario da ciclista evoluto, pensato per chi ama le sfide vere dei Colli Berici.
L’itinerario parte con una salita dolce e pedalabile la salita n.8 MILITARE, si arriva a Perarolo lungo la dorsale dei Berici e lungo la Giassara in discesa si arriva a scalare il Colle di Valmarana prima con la salita n.96 XXV APRILE e poi la temibile salita n.72 SELVA ALTA che ci porta al Golf Club di Brendola. Si punta a sud verso il Colle di Grancona che si scala attraverso la salita n.48 GRANCONA DIRETTISSIMA. Continuiamo l’itinerario ritornando verso Brendola per imboccare l’ultima salita di giornata la rossa n.66 SAN VITO che ci porta alla chiesa di San Gottardo. Continuiamo il tour lungo la dorsale dei Berici sino allo Stelvio del blocco settentrionale l’abitato di San Giovanni in Monte. Il giro odierno si conclude lungo la discesa per Lapio fino al punto di partenza/arrivo.
Il carattere del percorso
Dopo una fase iniziale relativamente pedalabile, l’itinerario entra presto nel vivo con una serie di salite medio-brevi che fungono da antipasto. La seconda metà del giro è quella decisiva: salite dure, spesso ravvicinate, discese tecniche e pochissimi tratti realmente pianeggianti.
Il senso antiorario rende il tracciato più progressivo: la difficoltà cresce chilometro dopo chilometro, fino al grande finale che mette alla prova anche i più allenati.
Le salite delle 100 Berici Climbs in evidenza
🟢 Salita n.8 – Militare (categoria verde)
Una salita introduttiva, regolare e pedalabile, ideale per entrare in ritmo. Non fa selezione, ma inizia a scaldare le gambe e anticipa ciò che verrà dopo. Perfetta per impostare la giornata senza bruciare energie.
🟡 Salita n.96 – XXV Aprile (categoria gialla)
Qui il ritmo inizia a salire. Pendenza più decisa, salita breve ma nervosa, da affrontare con decisione. È uno di quei tratti che spezzano il gruppo e iniziano a fare differenze, soprattutto se affrontata con leggerezza e rapporto giusto.
⚫ Salita n.72 – Selva Alta (categoria nera)
Qui si entra nel territorio delle salite estreme. Pendenze elevate, andamento irregolare e tratti che spezzano il ritmo. Selva Alta è una delle ascese più dure del giro e spesso rappresenta un punto di svolta fisico e mentale.
⚫ Salita n.48 – Grancona Direttissima (categoria nera)
Il muro per eccellenza. Pendenze severe, continuità di sforzo e zero concessioni. La Direttissima di Grancona è una salita da affrontare con rispetto: corta, durissima e memorabile, soprattutto nel finale del percorso.
🔴 Salita n.66 – San Vito (categoria rossa)
Una delle salite simbolo dei Berici. San Vito è severa, costante, con pendenze che non mollano mai. In questo senso di percorrenza arriva già con un certo chilometraggio sulle gambe e si fa sentire tutta. Gestione dello sforzo fondamentale.
Paesaggio e guida
Il percorso attraversa alcuni dei settori più selvaggi dei Colli Berici: boschi fitti, strade strette, panorami improvvisi sulla pianura e continui cambi di ambiente. Le discese sono tecniche e spesso strette, ideali per chi ama guidare davvero la bici.
Strade secondarie, traffico limitato e grande varietà altimetrica rendono questo itinerario uno dei più completi e appaganti dell’area.
In sintesi
- Tipologia: anello medio-impegnativo → molto impegnativo
- Punto di forza: concentrazione di salite iconiche
- Ideale per: allenamento avanzato, preparazione granfondo, amanti delle salite dure
- Attenzione a: gestione dello sforzo e rapporti adeguati
👉 I Cinque Colli antiorario non è solo un giro: è un banco di prova. Se affrontato con rispetto, regala una delle esperienze ciclistiche più intense e autentiche che i Colli Berici possano offrire.