⛰️ VEGRE – Arcugnano (VI)
Una rampa breve ma feroce, una lama d’asfalto incisa nel fianco dei Berici. Vegre non concede tregua: è una salita nera, di quelle che si ricordano per sempre.
Via Vegre, o VEGRE WONDERWALL è la rampa per il paradiso del ciclista! Un effetto ottico (ma neppure tanto…) presenta un muro di cemento che sembra la rampa di un ottovolante…pendenze iniziali sopra il 20% unite ad una pavimentzione cementizia con brecciolina, la rendono veramente unica e molto molto sfidante! ( da evitare assolutamente in discesa con una bici da corsa). Completano la bellezza di questa salita un piccolo ed ameno borghetto immerso tra la lussureggiante vegetazione dei Colli Berici.
📊 Dati generali
- Lunghezza: 1,36 km
- Dislivello: 124 m
- Pendenza media: 8,8 %
- Pendenza massima: ~18–20 %
- Quota partenza: ~30 m
- Quota arrivo: ~148 m
- Esposizione prevalente: Ovest / Nord-Ovest
- Classificazione: ⚫ Nera
Numeri da “chilometro verticale in miniatura”: pochi metri, ma tutti cattivi.
🧮 Analisi tecnica della salita
Il profilo è chiarissimo: prima metà brutale, seconda metà ingannevole.
🔴 Zona 1 – L’attacco (0,0 – 0,5 km | 12–15%)
Appena si gira la chiave, la strada si impenna senza preavviso.
Le prime centinaia di metri sono un muro continuo: pendenze costantemente in doppia cifra, con tratti che sfiorano il 17–20%.
Qui non si “entra in ritmo”: si sopravvive.
Il cuore schizza subito in soglia, le gambe bruciano, la velocità crolla.
È il tratto che fa selezione.
🟠 Zona 2 – Il corpo centrale (0,5 – 0,8 km | 9–11%)
La pendenza cala leggermente, ma resta severa.
Si passa da “dramma” a “fatica vera”, ma senza mai respirare davvero.
È la parte più subdola: la pendenza non spaventa più, ma la fatica accumulata pesa come piombo.
🟡 Zona 3 – Il falsopiano assassino (0,8 – 1,15 km | 6–8%)
Qui il profilo si addolcisce, compaiono tratti al 6–7%.
Sembra fatta… ma non lo è.
Le gambe sono già vuote, e questa pendenza “media” diventa psicologicamente durissima: manca l’esplosività, resta solo la resistenza.
🟢 Zona 4 – L’uscita (1,15 – 1,36 km | 5–6%)
Ultimi metri ancora in salita costante, mai veramente facile.
Si sale a testa bassa fino allo scollinamento, con il cuore che rimbomba nelle orecchie.
Vegre ti lascia passare solo quando sei completamente svuotato.
🚴 Sensazioni su strada
Vegre è una salita claustrofobica e verticale.
La carreggiata stretta, il bosco vicino, l’assenza di riferimenti visivi amplificano la percezione della pendenza.
È una di quelle rampe dove:
- la velocità scende sotto i 10 km/h
- la bici ondeggia
- ogni colpo di pedale è un atto di volontà
In cima non esulti: respiri.
🌿 Aspetti naturalistici
La salita si incunea nel cuore verde dei Berici:
- boschi fitti di carpini, roverelle e castagni
- terrazzamenti agricoli e piccoli vigneti
- silenzio rotto solo da insetti e vento
È un ambiente intimo, quasi selvaggio, che contrasta con la violenza della pendenza.
🏛️ Presenze artistiche e storiche
L’area di Arcugnano è costellata di:
- ville venete minori immerse nella campagna
- antichi casolari in pietra
- terrazzamenti storici
Non ci sono grandi monumenti sulla rampa, ma tutto il contesto racconta la civiltà rurale dei Berici, dura e verticale proprio come questa strada.
🧠 Come affrontarla
Vegre non perdona errori.
Rapporti:
- Compatta 34×32 (minimo)
- Ideale 34×34 per non esplodere
Strategia:
- Partire sotto controllo, anche se sembra impossibile
- Cadenza regolare, niente scatti nei primi 400 m
- In piedi solo nei tratti oltre il 15%, poi subito seduti
Chi forza all’inizio si pianta a metà.
🆔 Identikit della salita
- Tipo: Muro secco
- Stile: Brutale e diretto
- Terreno: Asfalto stretto e ripido
- Punto di forza: La pendenza iniziale devastante
- Punto debole: Non esiste un vero recupero
- Paragone: Una “mini-Fedaia” dei Colli Berici
⚫ In sintesi
Vegre è una salita corta ma spietata, una prova di forza pura.
Non serve essere fondisti: serve essere resistenti al dolore.
Una rampa che non misura i watt, ma il carattere.