MICHELE SCARPONI STAGE 12
Su questa salita Michele ottiene la prima vittoria tra i professionisti, il 19 aprile 2002, con la maglia della Acqua&Sapone Cantina Tollo: vince infatti la seconda semitappa della terza giornata della Settimana Lombarda, con partenza da Sarnico. L’arrivo è in salita, a 1.205 metri: Michele mette in riga tutti, e a 3 chilometri dal traguardo rimane da solo. Vince con 9” sul messicano Perez Cuapio, che l’anno prima ha trionfato nella tappa del Pordoi al Giro d’Italia; ottavo è Paolo Savoldelli, che meno di due mesi dopo vincerà il suo primo Giro.
Michele Scarponi amava profondamente le salite nervose e irregolari come i Colli di San Fermo. Erano strade che premiavano:
- sensibilità,
- fondo,
- capacità di soffrire senza perdere ritmo.
Parlando delle salite lombarde disse:
«Le montagne più dure non sono sempre le più alte. A volte sono quelle che non ti lasciano mai respirare.»
Una frase che sembra scritta esattamente per i Colli di San Fermo.
I Colli di San Fermo, salita n.12 del Giro di Scarpa, rappresentano una delle ascese più autentiche e sottovalutate del ciclismo lombardo. Una montagna che non impressiona per altitudine assoluta, ma che conquista per durezza, continuità e carattere. È una salita che cambia ritmo continuamente, alternando rampe severe a tratti più pedalabili, senza mai permettere davvero di rilassarsi.
Classificata come salita Nera, i Colli di San Fermo sono una di quelle strade che obbligano il ciclista a restare sempre concentrato: qui non basta avere gambe, serve lettura della salita, sensibilità e capacità di dosare ogni energia.
I NUMERI DELLA SALITA
Dal profilo altimetrico emerge immediatamente il carattere della montagna:
- 8,7 km
- circa 737 metri di dislivello
- pendenza media: 8,5 %
Ma il dato davvero impressionante è la distribuzione delle pendenze:
- lunghi tratti oltre il 10%,
- numerose sezioni rosse e arancioni,
- pochissimi veri recuperi.
È una salita nervosa, intensa, molto più dura di quanto dicano i chilometri.
SETTORE 1 — L’INGRESSO NELLA SALITA
Km 0 – Km 1,5
Pendenza media: 4-6%
L’inizio sembra quasi tranquillo.
La strada lascia il fondovalle e si alza progressivamente tra case, bosco e piccoli cambi di direzione. Il profilo altimetrico mostra ancora colori gialli e verdi: pendenze gestibili, ideali per entrare nella salita.
Come pedalare
Qui bisogna:
- mantenere agilità,
- non farsi ingannare dal ritmo iniziale,
- tenere margine respiratorio.
L’errore classico è partire troppo forte pensando che la salita sia breve.
Sensazioni
Le gambe girano ancora bene, ma la montagna sta preparando il suo vero volto. Il profilo altimetrico mostra chiaramente che la parte dura deve ancora arrivare.
SETTORE 2 — IL MURO CENTRALE
Km 1,5 – Km 4,5
Pendenza media: 10-12%
Qui i Colli di San Fermo diventano improvvisamente una salita Nera autentica.
Il profilo si incendia di rosso: rampe lunghe, dure, continue, senza respiro.
È il tratto simbolo della salita.
Come pedalare
Qui serve:
- rapporto agile,
- pedalata rotonda,
- busto fermo.
Bisogna evitare:
- rilanci violenti,
- cambi di ritmo,
- accelerazioni fuori soglia.
Alzarsi sui pedali può aiutare nei punti più ripidi, ma con moderazione: le energie si consumano velocemente.
Strategia
Questo settore va affrontato con lucidità:
- respirazione profonda,
- concentrazione sul gesto,
- gestione mentale della fatica.
È il tratto che decide tutta la salita.
Sensazioni
La montagna qui “entra nelle gambe”.
La continuità delle pendenze rende difficile recuperare anche solo per pochi secondi.
SETTORE 3 — LA FALSA TREGUA
Km 4,5 – Km 6
Pendenza media: 6-7%
Dopo il tratto più duro il profilo mostra finalmente colori più morbidi. Ma attenzione: non è un vero recupero.
È una fase psicologicamente delicata:
- il cuore resta alto,
- le gambe sono già cariche di lattato,
- il ritmo continua a essere impegnativo.
Come pedalare
Qui bisogna:
- alleggerire leggermente il rapporto,
- aumentare la cadenza,
- recuperare fluidità.
È il momento ideale per:
- bere,
- rilassare le spalle,
- ritrovare efficienza.
Chi riesce a recuperare qui può affrontare bene il finale.
SETTORE 4 — IL FINALE NERVOSO
Km 6 – Km 8,6
Pendenza media: 8-9% con continui cambi ritmo
Gli ultimi chilometri sono quelli che definiscono davvero i Colli di San Fermo.
Il profilo altimetrico evidenzia una lunga alternanza di:
- rampe dure,
- brevi allentamenti,
- tornanti,
- cambi di ritmo continui.
Come pedalare
Qui conta:
- esperienza,
- sensibilità sui rapporti,
- capacità di rilanciare senza esplodere.
Bisogna:
- sfruttare i micro-recuperi,
- mantenere trazione,
- non irrigidirsi.
Le sensazioni finali
Gli ultimi tornanti verso il passo hanno un’atmosfera profondamente lombarda:
- bosco fitto,
- silenzio,
- strada stretta,
- ciclismo autentico.
L’arrivo ai Colli di San Fermo lascia addosso quella stanchezza “vera” delle salite brevi ma cattive. Una fatica intensa, costruita più sulla continuità che sulla lunghezza.
UNA SALITA CHE INSEGNA A PEDALARE
I Colli di San Fermo sono una salita perfetta per il ciclista completo:
- tecnica,
- intensa,
- varia,
- selettiva.
Non è una montagna da grandi numeri o fama internazionale.
È una salita da intenditori, da chi ama il ciclismo vero, fatto di:
- ritmo,
- gestione,
- sofferenza controllata,
- rapporto diretto con la strada.