MICHELE SCARPONI STAGE 18
Friuli, campionati italiani del 1997: i Tricolori quell’anno si svolgono il 24 giugno a Sacile. Michele è uno dei cinque corridori della rappresentativa delle Marche. In gara è il più forte di tutti, riesce a seminare tutti sulla salita che porta al Castello di Caneva e arriva al traguardo da solo, con più di un minuto di vantaggio sul secondo.
Michele Scarponi amava molto anche le salite brevi e tecniche come il Castello di Caneva. Strade dove:
- il ritmo conta più della forza,
- la fluidità vale più dell’esplosività,
- la bici deve “scorrere”.
Parlando delle salite collinari italiane disse:
«Le strade più belle sono quelle dove riesci a sentire la bici che scorre sotto di te.»
Una frase che descrive perfettamente il Castello di Caneva.
Il Castello di Caneva, salita n.18 del Giro di Scarpa, rappresenta perfettamente l’anima delle ascese Azzurre: brevi, pedalabili, tecniche e immerse nel paesaggio più autentico del ciclismo italiano. Non è una montagna costruita sulla brutalità delle pendenze o sui grandi numeri alpini. È invece una salita che vive di ritmo, fluidità e cambi di scenario continui, tra bosco, vigneti e il fascino medievale del castello che domina la pianura friulana.
Una strada apparentemente semplice, ma che richiede sensibilità nella gestione della pedalata e capacità di leggere il terreno.
I NUMERI DELLA SALITA
Dal profilo altimetrico emerge una salita corta ma molto varia:
- 3,1 km
- circa 165 metri di dislivello
- pendenza media del 6%
Ma il dettaglio più interessante è la struttura irregolare:
- partenza dolce,
- tratto centrale quasi in falsopiano,
- finale più continuo e pedalabile.
È una salita che obbliga il ciclista a cambiare spesso ritmo e posizione.
SETTORE 1 — L’APPROCCIO AL COLLE
Km 0 – Km 1
Pendenza media: 4-5%
L’inizio è molto scorrevole.
La strada si alza gradualmente lasciando la pianura friulana e introducendo il ciclista in un ambiente più collinare e raccolto.
Il profilo mostra una lunga fascia gialla chiara:
- pendenza moderata,
- ritmo facile,
- pedalata ancora veloce.
Come pedalare
Qui conviene:
- usare rapporti lunghi,
- mantenere agilità,
- lasciare scorrere la bici.
È il tratto ideale per:
- trovare cadenza,
- stabilizzare il respiro,
- entrare nel ritmo della salita.
Sensazioni
Le gambe girano leggere e la salita sembra quasi una strada panoramica in leggera ascesa. Ma il Castello di Caneva vive soprattutto dei suoi cambi di ritmo.
SETTORE 2 — IL TRATTO PIÙ PARTICOLARE
Km 1 – Km 2
Pendenza media: 1-3% con falsopiano
Qui il profilo cambia completamente colore:
- compaiono tratti verdi e azzurri,
- la salita rallenta,
- la strada diventa quasi un falsopiano.
È il tratto più tecnico della salita dal punto di vista della gestione:
- il ritmo si spezza,
- la velocità aumenta,
- cambia completamente il modo di pedalare.
Come pedalare
Qui bisogna:
- rilanciare con dolcezza,
- evitare scatti inutili,
- sfruttare l’inerzia.
È importante:
- mantenere alta la cadenza,
- non irrigidirsi,
- usare il tratto più facile per recuperare energie.
Sensazioni
Il Castello di Caneva qui assume un’atmosfera molto cicloturistica:
- strada immersa nel verde,
- continui cambi di luce,
- pedalata rilassata ma sempre attiva.
SETTORE 3 — IL FINALE VERSO IL CASTELLO
Km 2 – Km 3
Pendenza media: 5-6%
Negli ultimi chilometri la salita torna progressivamente più regolare.
Il profilo altimetrico evidenzia una lunga fascia gialla continua: la strada riprende quota con decisione ma senza mai diventare estrema.
Come pedalare
Qui conviene:
- aumentare leggermente il ritmo,
- mantenere fluidità,
- usare rapporti medi e pedalata rotonda.
Chi ha gestito bene il tratto centrale riesce facilmente a:
- rilanciare,
- aumentare velocità,
- chiudere la salita in progressione.
Sensazioni
Il finale del Castello di Caneva è elegante e panoramico.
La salita accompagna dolcemente verso il borgo e il castello medievale, regalando una sensazione di ciclismo rilassato e armonioso.
L’arrivo non lascia nelle gambe la devastazione delle grandi montagne, ma quella piacevole sensazione di pedalata continua e ben gestita.
UNA SALITA DA CICLOTURISMO AUTENTICO
Il Castello di Caneva non è una salita da grandi imprese alpine.
È qualcosa di diverso:
- una strada da gustare,
- da pedalare con continuità,
- da vivere dentro il paesaggio.
È una salita perfetta per:
- allenamenti aerobici,
- cicloturismo,
- pedalate panoramiche,
- giornate di ritmo e fluidità.
Ed è proprio questa semplicità elegante che rende il Castello di Caneva una delle ascese Azzurre più affascinanti del Giro di Scarpa.