Itinerario n.18 – “Là dove osano le Aquile” · ANTIORARIO
86,8 km – 2.095 m D+
Se il senso orario era una sfida di continuità, la versione antioraria di Là dove osano le Aquile cambia ritmo e carattere: le salite più dure arrivano più frammentate, spesso precedute da tratti di recupero solo apparente. È un percorso che logora, più che colpire di forza bruta, e richiede grande lucidità tattica.
Ecco l’itinerario n.18 per chi vuole osare come un’aquila o una poiana un rapace molto molto diffuso nel Parco Berici Climbs. Si parte con un riscaldamento di tutto rispetto attraverso la salita n.6 TORMENELLO per poi scendere attraverso strada della Commenda e risalire rapidi attraverso la salita n.1 MONTE BERICO SANTUARIO. Continuiamo sulla dorsale dei Berici e scendiamo poi dopo Arcugnano in picchiata sulla strada Militare. Percorriamo la valle di Fimon e sfidiamo la classicissima alita n.10 del RAPOSSO. con il suo superbo panorama sulla Valle dei Mulini come premio meritato al termine della fatica. Si continua sulla dorsale dei Berici sino a San Gottardo dove si scende in discesa verso Calto da cui parte la dura salita n.40 MOLINETTO. L’itinerario prosegue in discesa verso Barbarano Vicentino e poi attraverso la fantastica salita n.32 SAN DONATO. Arrivati a San Giovanni in Monte scendiamo nuovamente in pianura attraverso la velocissima discesa di strada degli Ulivi, risaliamo in quota dopo qualche chilometro attraverso la salita n.21 CROSARA VIA MONTI salita affrontata dalla carovana del Giro d’Italia 2015. La grande fatica è ormai conclusa, le nostre aquile ora possono volare in picchiata verso Via Bastie, Villabalzana e Pianezze con ritorno al punto di partenza/arrivo di Campedello.
Profilo altimetrico: denti di sega e colpi secchi
Il dislivello resta imponente, ma distribuito in modo diverso:
- salite più esplosive,
- recuperi brevi,
- finale ancora impegnativo.
Un giro che premia chi sa gestire lo sforzo e non va mai fuori giri.
Le salite delle 100 Berici Climbs in evidenza
🔴 Salita n.6 – Tormenello (categoria rossa)
Subito una salita vera, senza preamboli. Regolare ma severa, ideale per entrare in modalità “aquila”: passo costante, niente strappi inutili.
🔴 Salita n.1 – Monte Berico Santuario (categoria rossa)
Iconica e sempre selettiva. Anche in questo senso di marcia resta una salita simbolo, dove il ritmo va controllato con attenzione.
⚫ Salita n.10 – Raposso (categoria nera)
Qui si fa sul serio. Pendenze cattive, tratto breve ma brutale. Una salita che non perdona errori di rapporto o ritmo. ⚫
⚫ Salita n.40 – Molinetto (categoria nera)
Tecnica e nervosa, arriva in un punto delicato del percorso. Serve testa oltre che gamba. ⚫
🟡 Salita n.32 – San Donato (categoria gialla)
Meno estrema, ma lunga abbastanza da farsi sentire. Ottima per rifiatare… solo se si è stati saggi prima.
⚫ Salita n.21 – Crosara via Monti (categoria nera)
La sentenza finale. Dura, diretta, senza compromessi. Arriva quando la fatica è già alta: una vera prova di carattere. ⚫
Sensazioni di guida
- Giro tecnico e selettivo
- Salite nere distribuite in modo strategico ⚫
- Richiede esperienza, lettura del percorso e buona gestione dei rapporti
Rapporti consigliati
- Compatta obbligatoria
- 30–32 denti fortemente consigliati per Raposso, Molinetto e Crosara
In sintesi
“Là dove osano le Aquile – Antiorario” è un itinerario per chi ama le sfide intelligenti:
meno epico nella continuità, ma più insidioso, con tre salite nere ⚫ che arrivano quando meno te le aspetti.
Un giro che insegna una verità semplice:
non basta avere le gambe… serve la testa. 🦅🚴♂️