MICHELE SCARPONI STAGE 17
Quando nel 2001 Michele, da dilettante, lascia la Zalf-Euromobil-Fior per andare alla Site Frezza di Tezze di Piave, nel trevigiano, ritrova fiducia e anche il gusto di allenarsi. Le Prese del Montello non sono le colline delle Marche, ma comincia a sentirsi a casa. E diventano la sua palestra preferita.
Michele Scarponi conosceva bene le strade venete e apprezzava molto salite come quelle del Montello:
- mai estreme,
- perfette per lavorare sul ritmo,
- immerse nel ciclismo popolare.
Parlando delle salite venete disse:
«Le strade del Veneto ti insegnano a pedalare rotondo. Non serve forza brutale, serve continuità.»
Una frase che descrive perfettamente Santa Maria della Vittoria.
La salita di Santa Maria della Vittoria sul Montello, n.17 del Giro di Scarpa, rappresenta l’essenza più autentica del ciclismo veneto: una collina storica, immersa nei boschi e nella memoria della Grande Guerra, dove la strada non aggredisce mai davvero il ciclista ma lo accompagna lentamente verso un ritmo continuo e riflessivo.
Classificata come salita Azzurra, Santa Maria della Vittoria non è una montagna estrema. Non cerca di spezzare le gambe con muri impossibili o quote alpine. È invece una salita da pedalare con fluidità, ideale per costruire ritmo e fondo, ma anche capace di sorprendere con alcuni cambi di pendenza e tratti più nervosi.
I NUMERI DELLA SALITA
Dal profilo altimetrico emerge una salita molto regolare:
- 4,7 km
- circa 170 metri di dislivello
- pendenza media del 3,5%
Ma il Montello è una salita particolare:
- alterna tratti pedalabili a leggere accelerazioni,
- cambia spesso ritmo,
- obbliga il ciclista a una gestione costante della cadenza.
È una salita apparentemente semplice, ma molto tecnica dal punto di vista della fluidità di pedalata.
SETTORE 1 — L’INGRESSO SUL MONTELLO
Km 0 – Km 1
Pendenza media: 2-4%
L’inizio è dolce e progressivo.
La strada lascia lentamente il fondovalle e si inserisce nel bosco del Montello con una pendenza molto contenuta.
Il profilo altimetrico mostra subito una caratteristica chiara:
- salita mai violenta,
- andamento continuo,
- ritmo molto scorrevole.
Come pedalare
Qui conviene:
- usare rapporti lunghi ma agili,
- mantenere alta la cadenza,
- trovare subito fluidità.
È il classico tratto ideale per:
- scaldare le gambe,
- stabilizzare il respiro,
- entrare nel ritmo della salita.
Sensazioni
La velocità resta buona e la sensazione è quasi quella di una lunga strada in leggera ascesa. Ma il Montello lavora lentamente sulle gambe.
SETTORE 2 — IL CUORE DELLA SALITA
Km 1 – Km 3
Pendenza media: 4-5%
Qui la salita prende finalmente consistenza.
Il profilo mostra una lunga fascia verde-gialla continua: segnale di una pendenza costante ma mai estrema.
Il Montello qui mostra il suo carattere migliore:
- strada larga,
- bosco fitto,
- ritmo regolare,
- pedalata continua.
Come pedalare
Questo è il tratto ideale per:
- lavorare di agilità,
- mantenere continuità,
- evitare rilanci inutili.
La salita premia:
- la fluidità,
- la rotondità del gesto,
- la capacità di “far scorrere” la bici.
Strategia
È importante:
- non irrigidirsi,
- mantenere respirazione rilassata,
- sfruttare ogni tratto più morbido per recuperare.
Sensazioni
La fatica arriva lentamente ma in modo costante.
Il Montello non stanca con brutalità: consuma gradualmente.
SETTORE 3 — IL TRATTO PIÙ MOSSO
Km 3 – Km 4,2
Pendenza media: 5-6% con brevi variazioni
Dal profilo altimetrico emergono alcuni cambi di ritmo più evidenti:
- brevi rampe,
- leggere accelerazioni,
- variazioni continue di pendenza.
È il settore più tecnico della salita.
Come pedalare
Qui bisogna:
- anticipare i cambi di ritmo,
- usare bene i rapporti,
- evitare strappi fuori soglia.
Alzarsi brevemente sui pedali può aiutare:
- nei rilanci,
- nelle curve,
- nei punti più ripidi.
Ma sempre con controllo.
Sensazioni
La strada qui “rompe” la continuità del Montello e obbliga il ciclista a essere più attento alla gestione dello sforzo.
SETTORE 4 — L’ARRIVO A SANTA MARIA DELLA VITTORIA
Km 4,2 – Km 4,7
Pendenza media: 3-4%
Nel finale la salita torna progressivamente più morbida.
Il profilo si colora nuovamente di verde e giallo chiaro: il Montello accompagna dolcemente il ciclista verso la cima.
Come pedalare
Qui conviene:
- rialzare leggermente la cadenza,
- sciogliere le gambe,
- mantenere fluidità fino all’ultimo metro.
Chi ha gestito bene la salita può aumentare facilmente il ritmo nel finale.
Le sensazioni finali
L’arrivo a Santa Maria della Vittoria regala una sensazione diversa dalle grandi montagne:
- più armoniosa,
- più scorrevole,
- profondamente cicloturistica.
È una salita che lascia soprattutto una piacevole sensazione di pedalata piena e continua.
UNA SALITA DA CICLISMO AUTENTICO
Il Montello non è una salita da grandi numeri o imprese leggendarie.
È qualcosa di diverso:
- una strada da allenamento,
- da fondo,
- da ritmo,
- da ciclismo quotidiano.
Ed è proprio questa semplicità autentica che rende Santa Maria della Vittoria una delle salite più affascinanti del Giro di Scarpa nella categoria Azzurra.