MICHELE SCARPONI STAGE 3
Michele ha 15 anni la prima volta che Alessandro Manoni comincia a portarlo su questa salita, che poi gli diventerà così familiare nel corso delle stagioni. Ma se la Castelletta è la Cima Scarponi, la Porcarella è più propriamente quella di Giulio Pellizzari, che sulle orme di Michele – per il quale faceva il tifo da piccolo – è diventato un corridore professionista.
DESCRIZIONE (Dalle “Salite delle Marche”)
dagli appunti di viaggio di don Enrico Rossi, maggio 1938:
«Nel pomeriggio S.E. Ermini, don Fazi, io ed Achille, il maggiordomo dell’Episcopio fabrianese, saliti sull’auto, prendemmo la via per la valle ubertosa di Albacina eppoi su, su per una magnifica strada snodantesi come lunga serpe bianca sulle scogliere del monte. Giunti sulla vetta scendiamo di macchina perché una lunga processione di cappe, di zitelle, di popolo c’è venuta incontro al canto di inni e di salmi. Prima di arrivare alla chiesa rasentiamo in un bel laghetto di acqua cerulea.
Il sereno era di cobalto, neanco una nuvolina, l’aria leggiera e un pochino frizzante, il terreno brullo nonostante l’inoltrata primavera. Eccoci a Poggio San Romualdo. L’antica Porcarella ha mutato il suo nome in quello di Poggio per decreto reale del 17 febbraio 1931. È a 930 metri dal livello del mare. A quattro chilometri, a volo d’aria, dal Monte San Vicino alto metri 1485, che ha ancora qualche bianco brandello del suo manto invernale. Arrampicate a levante su scogli immani, sono una ventina di case tutte a pietra locale, alzate a dispetto ed in barba a tutte le leggi di architettura.
Superato il paese di Albacina, dopo la piazzetta con il circolo Fenalc, la stessa “magnifica strada” di cento anni fa, una lunga serpe bianca snodantesi sulle scogliere del monte, si impenna in modo inconfondibile. C’è anche una scorciatoia (vivamente sconsigliata) che attraversa il paese antico e la sua bella piazza: pendenze oltre il 15%, in pavé per giunta.
La pendenza rimane sempre costante di poco al di sopra del 7% con punte massime (si dice addirittura del 13%, ma a me sembra un po’ troppo) nelle curve in uscita da Albacina e sul primo lunghissimo drittone.
Si possono riprendere le parole di don Enrico, il paese non è mai stato bello, ma era antico. Oggi non è nell’uno nell’altro, anzi, forse non è più nemmeno un paese, ché di residenti ne sono rimasti davvero pochi (30). Ma a quasi cento anni dal regio decreto che ne ha cambiato il nome…