MICHELE SCARPONI STAGE 14
Giro 2011. Tappone dolomitico, 229 km da Conegliano a Gardeccia Val di Fassa. Quel giorno in partenza Michele ritrova tanti vecchi amici degli anni da dilettante. Ma è Garzelli a scattare sulla salita verso il Passo Giau (Cima Coppi del Giro a quota 2.236) con un’azione d’altri tempi. Michele, che conosce la salita finale per averla provata dopo il Trentino, in aprile, aspetta un momento migliore.
Michele Scarponi ha sempre considerato il Giau una delle grandi montagne simbolo del Giro d’Italia. Una salita perfetta per il suo modo di interpretare il ciclismo:
- regolarità,
- sofferenza lunga,
- alta montagna,
- gestione dello sforzo.
Parlando delle Dolomiti disse:
«Sul Giau non puoi mentire. Se hai gambe la montagna ti porta su. Se non le hai, ogni tornante diventa infinito.»
Una frase che racconta perfettamente l’essenza di questa salita leggendaria.
Il Passo Giau, salita n.14 del Giro di Scarpa, non è semplicemente una montagna. È un monumento del ciclismo mondiale. Una delle ascese più eleganti, feroci e leggendarie delle Dolomiti, capace di unire bellezza assoluta e sofferenza pura in un’unica strada sospesa tra cielo e roccia.
Classificata come salita Nera, il Giau è una montagna che non concede tregua. Non ha grandi falsopiani, non offre veri recuperi, non permette mai di rilassarsi. È una salita continua, regolare nella sua crudeltà, dove il ciclista entra lentamente in una dimensione quasi mistica fatta di silenzio, respiro e alta montagna.
I NUMERI DELLA SALITA
Dal profilo altimetrico emerge immediatamente il carattere del Giau:
- 9,6 km
- circa 900 metri di dislivello
- pendenza media del 9,3%
- quota finale oltre i 2.200 metri
Ma il dato davvero impressionante è la continuità:
- lunghissimi tratti oltre il 9%,
- frequenti punte in doppia cifra,
- assenza quasi totale di recuperi.
Il Giau è una salita da ritmo assoluto.
Una montagna che impone disciplina e rispetto.
SETTORE 1 — L’INGRESSO NELLE DOLOMITI
Km 0 – Km 2
Pendenza media: 8-10%
La salita parte immediatamente decisa.
Il profilo si colora subito di arancione e rosso: il Giau non ama le introduzioni morbide.
La strada si arrampica tra bosco e primi tornanti con una pendenza già importante, obbligando il ciclista a trovare subito il rapporto giusto.
Come pedalare
Qui bisogna:
- evitare partenze aggressive,
- mantenere frequenza regolare,
- gestire la respirazione fin dall’inizio.
Il rischio è entrare troppo presto fuori soglia.
Sensazioni
Il Giau impone immediatamente rispetto:
- la velocità cala,
- il cuore sale rapidamente,
- la montagna si fa sentire già nei primi minuti.
È una salita che obbliga subito alla concentrazione.
SETTORE 2 — IL CUORE REGOLARE DEL GIAU
Km 2 – Km 5,5
Pendenza media: 9-10%
Qui il Passo Giau entra nella sua dimensione leggendaria.
Il profilo altimetrico mostra una lunga fascia gialla e arancione continua: una pendenza costante, severa, senza pause reali.
La strada prende quota con eleganza impressionante:
- tornanti perfetti,
- pareti dolomitiche,
- bosco che lentamente si apre verso l’alta quota.
Come pedalare
Questo è il tratto dove si costruisce tutta la salita:
- pedalata rotonda,
- spinta costante,
- massimo controllo energetico.
Bisogna:
- stare seduti il più possibile,
- evitare rilanci,
- proteggere il ritmo cardiaco.
Il Giau premia la continuità assoluta.
Alimentazione
È fondamentale:
- bere regolarmente,
- assumere carboidrati presto,
- evitare crisi energetiche prima dell’alta quota.
Sensazioni
La fatica cresce lentamente ma inesorabilmente.
Il Giau non distrugge all’improvviso: svuota progressivamente.
SETTORE 3 — L’ALTA MONTAGNA
Km 5,5 – Km 7,5
Pendenza media: 9-11%
Qui la montagna cambia atmosfera.
Il bosco scompare e il Passo Giau entra nel regno della roccia dolomitica.
Dal profilo altimetrico emergono numerosi segmenti rossi: la pendenza aumenta proprio mentre l’altitudine inizia a farsi sentire.
Come pedalare
Qui serve:
- estrema regolarità,
- respirazione profonda,
- economia assoluta del gesto.
Ogni accelerazione viene amplificata dalla quota.
Bisogna:
- usare rapporti agili,
- mantenere fluidità,
- evitare irrigidimenti della parte superiore del corpo.
Strategia mentale
Questo è il tratto più selettivo:
- la cima sembra vicina ma non arriva mai,
- il vento può diventare protagonista,
- la strada appare infinita.
Sul Giau si sale soprattutto con la testa.
Sensazioni
La montagna qui diventa immensa:
- silenzio,
- vuoto,
- pareti dolomitiche,
- tornanti sospesi nel cielo.
È il ciclismo nella sua forma più pura.
SETTORE 4 — GLI ULTIMI TORNANTI DELLA LEGGENDA
Km 7,5 – Km 9,6
Pendenza media: 8-10%
Gli ultimi chilometri del Giau sono monumentali.
Il profilo rimane costantemente severo: non esistono metri facili prima del passo.
La strada si arrampica in mezzo a uno dei panorami più iconici del ciclismo mondiale:
- Ra Gusela,
- Nuvolau,
- le grandi pareti dolomitiche.
Come pedalare
Qui conta soprattutto:
- lucidità,
- capacità di soffrire senza scomporsi,
- gestione delle ultime energie.
Chi ha amministrato bene riesce ancora a:
- mantenere cadenza,
- restare seduto,
- aumentare leggermente il ritmo finale.
Chi invece ha esagerato prima entra qui in piena crisi.
Le sensazioni finali
L’arrivo al Passo Giau è uno di quei momenti che ogni ciclista ricorda per sempre:
- il vento freddo,
- la luce dolomitica,
- il silenzio assoluto,
- la sensazione di essere arrivati “dentro” la montagna.
UNA DELLE GRANDI MONTAGNE DEL CICLISMO
Il Passo Giau non è una salita da affrontare con leggerezza.
È una montagna che richiede:
- preparazione,
- rispetto,
- pazienza,
- esperienza.
Ma proprio per questo regala qualcosa di rarissimo:
la sensazione di pedalare dentro la storia del ciclismo e dentro uno dei paesaggi più belli del mondo.