MICHELE SCARPONI STAGE 7
Giro d’Italia 2009, tappa Pergola-Monte Petrano: Michele dà il via alla fuga di giornata, una giornata durissima con 237 km negli Appennini, arrivo a quota 1.101 metri e la salita finale vinta da Carlos Sastre. Il Petrano è una salita che obbliga a guardare in alto, ma ora sul Petrano c’è un monumento a Michele che obbliga a guardare la strada: sicurezza, fragilità, rispetto. Da corridore sognava di vincere lì, ora il Petrano custodisce la sua memoria.
DESCRIZIONE (Dalle “Salite delle Marche”)
“Nel 2009, l’arrivo di tappa per i professionisti del Giro d’Italia, alle prese con un dislivello da tappone dolomitico e con un caldo torrido, era fissato qui, sul monte Petrano alla fine del versante di Cagli.
Il Monte Petrano è la tipica salita “cittadina”, che parte direttamente dal paese (così come San Silvestro per i Fabrianesi o il Serrasanta per i Gualdesi), sulla quale, oltre agli agonisti che vogliono sfidarne le pendenze, si trovano anche persone “normali”, alle prese con jogging, tintarella o semplicemente una camminata nella natura.
Sarà anche “urbana” ma è comunque un brutto cliente, non è una salita “addomesticabile”. Per giunta, visto che non ha un lato B praticabile, la si colloca sempre a fine giro, quando le batterie non sono più al massimo.
La salita comincia al Torrione di Cagli. Le pendenze danno subito il loro meglio, arrivando e mantenendosi per i primi due chilometri sempre intorno al 10-11%. Un inizio shock al quale segue un breve tratto di respiro proprio quando si incontra il cartello chilometrico dei 2 km. Poi la salita riprende come e peggio di prima per almeno altri 2 km.
Il picco del 13% lo si incontra a circa 5.5 km dalla partenza, ma c’è salita dura fino al tornante 11; solo dopo la salita si calma, ma se si è spinto troppo all’inizio… i danni sono fatti.
Nella mattinata e prima delle ore centrali, l’ombra e’ frequente ed anche abbastanza fitta, più rada invece verso la fine della salita dove le piante lasciano il posto ai prati.”