MARIO STELLIN – (ORGIANO)
Classificazione: AZZURRA
Una salita gravel che sembra disegnata a mano libera sulle colline dei Berici orientali: lunga, articolata, mai banale. La Mario Stellin non è una rampa da “colpo secco”, ma un percorso di resistenza e lettura del terreno, dove il ritmo conta più della forza e il paesaggio accompagna ogni metro di dislivello.
Dati generali
- Località: Orgiano (VI)
- Tipologia: Gravel collinare
- Lunghezza: 9,8 km
- Dislivello: 255 m
- Pendenza media: 6,9 %
- Pendenza massima: 12 %
- Fondo: sterrato compatto, strade bianche, tratti agricoli e forestali
- Classificazione: 🟦 Azzurra (impegnativa ma sempre pedalabile)
Analisi tecnica della salita
🔹 Zona 1 – L’ingresso (Start)
L’attacco è dolce ma ingannevole. La pendenza è regolare, su fondo compatto, ideale per trovare subito un buon ritmo. Qui il profilo altimetrico mostra colori freddi (verde–azzurro): la salita si fa sentire ma non morde. È il tratto perfetto per scaldare le gambe e capire “che giornata è”.
Parola chiave: controllo.
🔹 Zona 2 – Il corpo centrale
È il cuore della Mario Stellin. Il profilo si increspa, alternando brevi strappi più decisi (giallo-arancio) a tratti di respiro. Le curve spezzano la regolarità e obbligano a continui cambi di ritmo.
Qui la salita diventa tecnica: la gestione della cadenza è fondamentale, soprattutto sui tratti dove il fondo è più mosso o leggermente scavato dall’acqua.
Parola chiave: ritmo.
🔹 Zona 3 – I denti della salita
Nel settore centrale-alto compaiono i tratti più impegnativi, evidenziati dal rosso nel profilo. Sono rampe brevi ma secche, spesso dopo una curva o un cambio di pendenza. Non sono mai estreme, ma arrivano quando le gambe iniziano a essere cariche.
Qui si decide se restare seduti o alzarsi sui pedali per qualche metro.
Parola chiave: lucidità.
🔹 Zona 4 – L’allungo finale (Finish)
Dopo l’ultimo strappo la salita si apre. La pendenza torna più amichevole, il fondo migliora e il panorama si allarga. Il finale è pedalabile, quasi liberatorio: si sale ancora, ma con la sensazione di aver domato il percorso.
Parola chiave: continuità.
Sensazioni gravel
La Mario Stellin è una salita da assaporare, non da aggredire. Trasmette la sensazione tipica del gravel collinare: silenzio, ruote che scorrono sullo sterrato compatto, respiro che trova il suo ritmo naturale.
Non spaventa mai davvero, ma non concede distrazioni. È una salita che ti accompagna, chiedendoti solo costanza e rispetto.
Aspetti naturalistici
Il percorso attraversa un mosaico tipico dei Colli Berici:
- Boschi misti nei tratti più ombrosi
- Radure e campi coltivati nelle parti centrali
- Vigneti e oliveti nelle zone più aperte
La biodiversità è evidente, soprattutto nelle stagioni intermedie, quando colori e profumi rendono la salita ancora più immersiva.
Luoghi artistici e culturali
Orgiano e il suo territorio conservano un’anima rurale autentica:
- Ville venete sparse tra i campi
- Capitelli votivi lungo le strade bianche
- Antichi tracciati agricoli che raccontano una storia di lavoro e lentezza
Non ci sono monumenti eclatanti, ma una bellezza diffusa, coerente con lo spirito gravel.
Come affrontarla
- Rapporti agili: meglio avere una marcia in più che una in meno
- Cadenza fluida, senza forzare sugli strappi
- Gestione dello sforzo: non farsi ingannare dall’inizio facile
- Pneumatici: 38–45 mm ideali per comfort e trazione
È una salita che premia chi sa leggere il terreno e dosare le energie.
Identikit della salita
- Personalità: elegante e progressiva
- Stile: endurance gravel
- Ideale per: chi ama salite lunghe, articolate e mai monotone
- Momento migliore: primavera e autunno
- Parola chiave: equilibrio
In sintesi
La Mario Stellin Gravel è una salita azzurra nel senso più autentico del termine: impegnativa quanto basta, sempre pedalabile, profondamente legata al territorio.
Non urla, non sfida apertamente. Ti accompagna in alto, metro dopo metro, chiedendoti solo di ascoltare le gambe e il paesaggio.