MICHELE SCARPONI STAGE 20
26 febbraio 2011, tappa più dura del Giro di Sardegna, da Oristano alla Giara di Gesturi. A tre chilometri dalla vetta Michele si ritrova con José Serpa, fino a pochi mesi suo compagno di stanza all’Androni. Michela lo incita e non mollare per vincere la generale. Ma Serpa non ne ha più, perde le sue ruote. E Michele va da solo incontro alla prima vittoria in maglia Lampre, per distacco.
Michele Scarponi aveva un rapporto speciale con le strade sarde del Giro:
- ritmi particolari,
- vento,
- paesaggi aperti,
- ciclismo essenziale.
Parlando delle tappe in Sardegna disse:
«In Sardegna non pedali solo contro la salita. Pedali contro il vento, il sole e il silenzio.»
Una frase che descrive perfettamente la Giara di Gesturi.
L’Aquila di Filottrano da oggi volteggia idealmente sulla Giara di Gesturi, dove il 26 febbraio 2011 colse la vittoria nella quinta e ultima tappa del Giro di Sardegna di ciclismo.
Per il campione marchigiano, quella con la maglia della Lampre-Isd fu una vittoria per distacco, davanti al colombiano Josè Serpa, a Damiano Cunego e a Peter Sagan che difese la maglia di leader in quella che resta l’ultima edizione della corsa sarda.
Il gruppo dei “Ciclisti per caso” di Gesturi (in collaborazione con il Cagliari Club Gesturi “Gianfranco Zola”, il Milan Club “Paolo Maldini”, la Pallavolo Gesturi e tutte le associazioni del paese, oltre al Comune) ha voluto ricordare quel momento e dedicare al campione ucciso da un camion durante un allenamento in bici la salita di 4 chilometri che dal centro abitato conduce sullo sterrato della Giara. Una ventina di ciclisti ha assistito alla cerimonia di scoperta della pietra e alla rituale benedizione.
La salita della Giara di Gesturi, n.20 del Giro di Scarpa, è una di quelle ascese che raccontano un ciclismo diverso. Non fatto di grandi quote alpine o pendenze impossibili, ma di paesaggi ancestrali, silenzi assoluti e strade che sembrano sospese fuori dal tempo. Nel cuore della Sardegna più autentica, la Giara rappresenta una salita Gialla elegante e regolare, dove la fatica si mescola continuamente con la sensazione di pedalare dentro un ambiente unico al mondo.
Qui il protagonista non è soltanto il dislivello, ma il territorio:
- altopiani basaltici,
- vento,
- macchia mediterranea,
- cavallini selvatici,
- silenzio.
I NUMERI DELLA SALITA
Dal profilo altimetrico emerge una salita molto regolare:
- 4 km
- circa 256 metri di dislivello
- pendenza media del 6,2%
Ma la caratteristica principale è la continuità:
- salita quasi costante,
- pochissimi cambi di ritmo,
- andamento progressivo e pedalabile.
È una salita ideale per trovare ritmo e fluidità.
SETTORE 1 — L’USCITA DA GESTURI
Km 0 – Km 1
Pendenza media: 5-6%
La salita parte immediatamente fuori dal paese di Gesturi con una pendenza già percepibile ma mai aggressiva.
Il profilo mostra una lunga fascia gialla chiara:
- ritmo costante,
- pedalata fluida,
- strada regolare.
Come pedalare
Qui conviene:
- usare rapporti medi,
- mantenere alta la cadenza,
- lasciare scorrere la bici senza forzare.
È il tratto ideale per:
- entrare gradualmente nella salita,
- trovare respirazione,
- stabilizzare il ritmo cardiaco.
Sensazioni
La Giara trasmette subito una sensazione diversa rispetto alle salite alpine:
- ambiente aperto,
- luce sarda intensissima,
- vento spesso presente,
- atmosfera quasi sospesa.
SETTORE 2 — IL CUORE DELLA GIARA
Km 1 – Km 2,5
Pendenza media: 6-7%
Qui la salita trova la sua identità definitiva.
Il profilo altimetrico rimane stabilmente giallo: segnale di una pendenza continua e molto regolare.
La strada si inserisce dentro il paesaggio basaltico della Giara:
- vegetazione mediterranea,
- curve ampie,
- orizzonti aperti,
- silenzio assoluto.
Come pedalare
Questo è il tratto perfetto per:
- pedalare rotondi,
- lavorare di agilità,
- mantenere wattaggio costante.
La salita premia:
- economia del gesto,
- continuità,
- rilassamento della parte superiore del corpo.
Strategia
Qui è importante:
- non irrigidirsi contro il vento,
- mantenere posizione efficiente,
- evitare accelerazioni inutili.
Sensazioni
La fatica cresce lentamente ma in maniera continua.
La Giara non spezza le gambe: consuma con dolcezza e regolarità.
SETTORE 3 — IL TRATTO PIÙ MOSSO
Km 2,5 – Km 3,3
Pendenza media: 7-8%
Dal profilo altimetrico emerge un leggero aumento della pendenza:
- il giallo si intensifica,
- la salita si fa più concreta,
- il ritmo rallenta leggermente.
È il tratto più impegnativo della Giara di Gesturi.
Come pedalare
Qui conviene:
- alleggerire leggermente il rapporto,
- mantenere cadenza regolare,
- evitare di andare fuori soglia.
La strada resta molto pedalabile, ma richiede:
- concentrazione,
- fluidità,
- continuità di spinta.
Sensazioni
La salita qui diventa più “fisica”, ma sempre elegante.
È una fatica aerobica, mai brutale.
SETTORE 4 — L’ARRIVO SULL’ALTOPIANO
Km 3,3 – Km 4,1
Pendenza media: 5-6%
Negli ultimi metri la strada torna leggermente più morbida.
Il profilo rimane regolare e accompagna dolcemente il ciclista verso l’altopiano della Giara.
Come pedalare
Qui bisogna:
- rialzare leggermente il ritmo,
- sfruttare la minore pendenza,
- mantenere fluidità fino alla fine.
Chi ha gestito bene la salita riesce facilmente a:
- aumentare velocità,
- sciogliere le gambe,
- godersi il panorama finale.
Le sensazioni finali
L’arrivo sulla Giara regala una sensazione molto particolare:
- il paesaggio si apre improvvisamente,
- il vento diventa protagonista,
- la Sardegna mostra il suo volto più selvaggio e autentico.
Non è una cima da conquista eroica.
È una salita da contemplare.
UNA SALITA DA PEDALARE CON GLI OCCHI
La Giara di Gesturi non è una salita da grandi numeri.
È una strada che si vive:
- lentamente,
- con ritmo,
- ascoltando il territorio.
È perfetta per:
- cicloturismo,
- allenamento aerobico,
- pedalate panoramiche,
- giornate di endurance rilassata.
Ed è proprio questa semplicità autentica che rende la Giara una delle salite Gialle più affascinanti e poetiche del Giro di Scarpa.