MICHELE SCARPONI STAGE 16
Uno dei ricordi più citati dai compagni riguarda proprio il suo modo di affrontare le tappe apparentemente semplici del Veneto: Scarponi diceva spesso che erano “giornate da non sottovalutare mai”, perché gli strappi brevi e le strade strette potevano fare più selezione di tante grandi montagne alpine.
Durante il Giro d’Italia 2015, nella tappa con arrivo a Monte Berico vinta da Philippe Gilbert, Scarponi lavorò soprattutto in supporto della squadra Astana. Chi era in corsa quel giorno racconta che Michele conosceva bene la pericolosità tattica del finale:
- curve strette,
- rilanci continui,
- strada nervosa,
- vento laterale nei Colli Berici.
Era il tipo di finale che lui definiva:
«Una salita corta che ti entra nelle gambe più di quanto immagini.»
Questa frase è rimasta associata al suo modo di interpretare arrivi come Monte Berico.
Un altro aneddoto raccontato spesso dai compagni Astana riguarda il carattere di Scarponi proprio nei trasferimenti verso il Veneto: Michele alleggeriva sempre la tensione del gruppo con battute continue e imitazioni in pullman, soprattutto prima delle tappe considerate “tranello”, dove tutti erano nervosi perché il rischio di cadute e ventagli era alto. Diversi corridori ricordano che:
“Quando parlava Michele, il pullman si rilassava.”
Il Veneto e le salite brevi dei Colli Berici erano perfette per il suo modo di vedere il ciclismo:
- strade vere,
- fatica continua,
- corsa tattica,
- pubblico vicinissimo ai corridori.
Molto significativa è anche una riflessione riportata anni dopo dal fratello Marco Scarponi:
«Michele amava le salite che obbligano a pensare.»
Ed è probabilmente la definizione più adatta anche per Monte Berico e i Colli Berici:
salite corte, irregolari, dove non vince solo la gamba ma soprattutto l’intelligenza di corsa.
Un altro aspetto che Scarponi apprezzava molto del Veneto era il rapporto con il pubblico. Nelle tappe del Giro tra Vicenza, Bassano, Marostica e le strade venete raccontava spesso di sentirsi “dentro il ciclismo popolare”, quello più autentico:
- gente sulle rotonde,
- tifosi davanti ai bar,
- bambini a bordo strada,
- campanacci e bandiere già molti chilometri prima dell’arrivo.
Era quel ciclismo “di paese” che Michele adorava e che incarnava perfettamente il suo carattere sorridente e semplice.
🚴♂️ Salita della Crosara – Via Monti (Barbarano Mossano, Colli Berici)
Una nera autentica: breve, verticale, spietata. Qui non si sale, si resiste.
L’antipasto della salita è già tosto prima dell’abitato di Mossano, ma il vero inferno inizia una volta imboccata via Monti (la prima salita della tappa berica percorsa dal Giro d’Italia 2015) con una strada, se pur ben pavimentata e larga, che sembra quasi verticale! La Crosara ha la forma e le sinuosità di un grande drago asfaltato docilmente coricato sul versante est dei Colli Berici, ma che si risveglia e mostra la sua forza ogni qualvolta un ciclista si avventura tra i suoi tornanti…La Crosara è una sfida nella sfida e mette a dura prova la preparazione anche dei ciclisti più allenati.
📊 Dati generali
- Località: Barbarano Mossano (VI) – Colli Berici
- Nome salita: La Crosara – Via Monti
- Lunghezza: 5,48 km
- Dislivello: 403 m
- Pendenza media: 6,8 %
- Quota partenza: ~25 m
- Quota arrivo: ~409 m
- Pendenza massima: ~16–17 %
- Classificazione: ⚫ Nera
I numeri già parlano chiaro: più corta della Torretta, ma con quasi 70 metri di dislivello in più. È una salita che concentra la difficoltà nei primi chilometri, come un pugile che chiude il match al primo round.
🧠 Analisi tecnica dettagliata
La Crosara è una salita a frattura netta: due mondi completamente diversi, separati da un muro iniziale che decide tutto.
🔴 1° settore – Il muro della Crosara (0 – 2,2 km | 10–14% costanti, punte >16%)
Qui si entra immediatamente nella zona rossa del motore.
Dal primo vero chilometro la strada si impenna senza preavviso:
- Pendenza sempre sopra il 10%
- Lunghi tratti all’11–13%
- Rampe che sfiorano il 17%
È una salita senza riscaldamento:
- Cadenza che crolla
- Bici che ondeggia
- Respiro corto già dopo poche centinaia di metri
Questo settore vale da solo la classificazione “nera”.
Chi sbaglia ritmo qui, non recupera più.
🟠 2° settore – La transizione ingannevole (2,2 – 3,5 km | 6–8%)
Dopo la furia iniziale, la pendenza cala leggermente.
Ma è un’illusione:
- Le gambe sono già in acido
- Il cuore resta alto
- Il recupero è solo parziale
Qui si pedala in zona di sopravvivenza, non di comfort.
🟡 3° settore – L’altopiano nervoso (3,5 – 5,5 km | 4–7% irregolare)
La salita si apre, il bosco si dirada, la pendenza diventa spezzata:
- Brevi tratti pedalabili
- Nuovi strappi improvvisi
- Mai vera pianura
Dopo il massacro iniziale, questa parte non uccide, ma finisce il lavoro.
😵 Sensazioni su strada
La Crosara non ti studia. Ti assale.
È una salita che:
- Ti mette subito fuori soglia
- Ti costringe a guardare il computer ogni 10 secondi
- Ti fa contare le curve come fossero chilometri
Quando la pendenza cala, non provi sollievo, ma solo la sensazione di essere sopravvissuto.
È una salita che non perdona le giornate storte.
🌲 Aspetti naturalistici
Il primo tratto corre incassato nel bosco fitto dei Berici:
- Carpini, faggi, acacie
- Ombra fitta, atmosfera chiusa
- Sensazione di “corridoio verde”
Salendo, il panorama si apre su:
- Vigneti terrazzati
- Colline morbide
- Profili ondulati verso la pianura vicentina
La durezza della strada è compensata da un ambiente selvaggio e autentico.
🏛️ Presenze storiche e artistiche
Barbarano Mossano è uno dei cuori storici dei Colli Berici:
- Antiche contrade rurali in pietra
- Ville venete sparse sui crinali
- Piccole chiese collinari
La salita passa in un territorio modellato per secoli da contadini, cavatori, monaci.
Qui il paesaggio non è decorativo: è struttura del territorio.
🧩 Come affrontarla
Questa non è una salita da improvvisare.
⚙️ Rapporti obbligati
- Compatto 50/34
- Cassetta 11–32 (meglio 34 se non sei scalatore puro)
Con rapporti lunghi si scende dalla bici.
🧠 Strategia
- Primo settore: sotto soglia anche se sembra troppo facile
- Mai andare in apnea: se salti di giri, sei finito
- Transizione: stabilizzare, non forzare
- Finale: progressione, non scatti
Qui vince chi perde meno, non chi attacca di più.
🧬 Identikit della salita
| Caratteristica | Profilo |
|---|---|
| Tipo | Frontale e brutale |
| Terreno | Scalatore esplosivo |
| Difficoltà | Molto alta |
| Stile | Da rapporto agile e forza resistente |
| Punto chiave | Primo 1,5 km |
| Nemico | Fuorigiri iniziale |
| Qualità richiesta | Sangue freddo |
🏁 In sintesi
La Crosara – Via Monti non è una salita da collezionare, è una salita da rispettare.
Non ti accompagna in cima:
ti mette alla prova, ti svuota, ti misura.
Una vera nera dei Colli Berici:
corta, verticale, definitiva.
Qui non vinci.
Al massimo, resisti.